IL CONFLITTO ESTETICO

Introduzione

 "Il conflitto estetico è quel conflitto suscitato dalla bellezza del mondo e dalla sua rappresentazione primaria” (1997,p.493)1
" … la madre bella che si offre agli organi sensitivi… (del bambino)… e il suo interno enigmatico che deve essere costruito attraverso l'immaginazione creativa"(1988).2 
Donald Meltzer.

 

 

 

 


Com’è implicito in ogni  processo di sviluppo disciplinare, sia che esso appartenga al campo che indaga intorno agli aspetti costitutivi della realtà (cosiddetta oggettiva) sia a quello che invece attiene alla conoscenza dell’essere umano, anche la psicoanalisi ha attraversato una serie di cambiamenti catastrofici. Freud sovvertì la centralità dell’Io spostandola sull’Es (Una volta si sarebbe detto ‘facendo una rivoluzione copernicana’ ma, dopo Bion, non possiamo trascurare la maggiore ricchezza interpretativa e il contributo da lui dato a questo passaggio stra-ordinario attraverso il suo concetto di cambiamento catastrofico); poi Melanie Klein con la sua ipotesi di un mondo-teatro interiore dove si giocano le emozioni; e poi di nuovo con Bion, con la sua stupefacente ricerca sull’origine del pensiero e la rivoluzionaria idea di un pensiero che preesiste al pensatore.

Per arrivare infine a Meltzer con il concetto di conflitto estetico, uno dei concetti cardine del suo paradigma teorico. Il suo punto di svolta non solo ha portato un contributo per un diverso approccio alla teoria psicoanalitica e alla clinica ma, attraverso un consorzio felice tra il pensiero di Freud  (il perturbante), della Klein  (i suoi concetti di oggetti interni e di fantasie riparative in merito agli stessi) e soprattutto di Bion (la sua sottolineatura dell’importanza dell’assenza dell’oggetto per la costituzione di un pensiero e la capacità negativa per accedere ad O, e quindi affrontare un cambiamento catastrofico) ha permesso anche di avvicinarsi, rispettandone comunque la complessità, alla fruizione dell’oggetto estetico inteso come opera d’arte.

            Questo radicale vertice che propone Meltzer, che mette “al principio” l’oggetto estetico, ha reso possibile allargare il campo dell’osservazione in merito ai processi emotivi del vivente e quindi di produrre ulteriori possibilità di trasformazione all’interno della teoria psicoanalitica in virtù di quell’arricchimento reciproco di senso che ha sempre caratterizzato il rapporto tra psicoanalisi e arte, a partire da quella co-sostanzialità che accomuna entrambe nella tensione ad una intimità con il Vero.

Il desiderio dolente che muove psicoanalisi e arte verso il raggiungimento della Verità - e sappiamo come il Bello e il Vero ed il Buono platonicamente stiano assieme – le spinge e le sostiene nel bisogno incessante di rappresentare l’interiorità o di darle forma nel registro del senso.


Da: La Bellezza come fondante relazionale, di Rita Simonitto.


1"Sinceridad y otros trabajos", (raccolta di articoli) ed.Spartia, Bs. Aires-1997.
2"Amore e timore della Bellezza", 1989 Borla ("The apprehension of beauty"-1988)