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Omaggio a Meltzer e presentazione del libro "Seminari Veneziani".

Dssa. Elena Pianezzola.

 Mi piace pensare alla presentazione di questo libro non soltanto come all'ultimo buon libro su temi psicoanalitici, non solo come alla raccolta degli ultimi pensieri del Dott. Meltzer e all'ottimo lavoro degli altri autori  che, con articoli teorici e casi clinici, hanno esposto, sia il lavoro pratico di tutti i giorni, sia il supporto teorico di cui sono informati ma, dicevo, mi piace pensarlo come emergente di una situazione gruppale che accomuna tante persone da più tempo.

Nella teoria dei Gruppi Operativi di Pichon Riviere l'emergente o portavoce del gruppo è quella persona che in un dato momento denuncia "l'accadere gruppale": le fantasie, le ansie e le necessità del gruppo intero. Il portavoce non parla solo in funzione di se stesso, ma di tutti, in lui si coniugano ciò che chiamiamo verticalità e orizzontalità gruppale, intendendo per verticalità ciò che si riferisce alla storia personale del soggetto; per orizzontalità il processo che attraversa la totalità dei membri.

Durante i seminari veneziani hanno avuto modo di incontrarsi, conoscersi, entrare in relazione anche profonda: psicologi psichiatri, psicoterapeuti, educatori e operatori dei Centri sociali responsabili di Servizi di tutta Italia.

Gli appuntamenti col Dott. Meltzer ritmati nell'ordine di due volta l'anno per quindici anni, hanno costituito, nel tempo, un setting rigoroso e, nello stesso tempo, desiderato.

Desiderato non solo per poter ascoltare le sue parole, ma anche per poter avere un luogo, un gruppo di riferimento dove poter confrontare le nostre difficoltà, curiosità, i propri interessi e le inevitabili stanchezze derivate da un lavoro cosi delicato, affascinante, ma anche così difficile.

A volte l'onda della complessità sembrava sommergerci, a volte ci si ri-affacciava al lavoro clinico come ristorati o come dopo aver avuto un benefico "massaggio al cervello" che rilanciava l'interesse per il lavoro stesso.

Lo stare insieme nel tempo (non tutti, naturalmente......ognuno con i propri tempi..,non tutti allo stesso modo..) con un compito che, a volte, appariva chiaro..." siamo qui per partecipare ad una supervisione del caso clinico o per ascoltare una lezione teorica... A volte più enigmatico e insicuro, difficoltoso come tutto ciò che comporta lo studio della mente nel suo processo, nella sua dinamicità, ma anche nel suo blocco, arresto, pazzia o chiusura, ha comunque costituito per molti di noi una base sicura, a cui far riferimento, un "buon contenitore" direbbe Bion.

I grandi incontri biennali si sostenevano a loro volta su gruppi di studio condotti dai Dottori Marquez, Petrilli, Rossetti a cui facevamo riferimento mensilmente per lo studio dei testi fondamentali che da Freud alla Klein, a Meltzer a Bion costituiscono il pensiero psicoanalitico che in guisa di grande ordito sostiene la pratica clinica, che, a sua volta, permette la teorizzazione in un movimento a spirale pratico-teorico.

Sto parlando, comunque, di qualcosa di assolutamente non istituzionalizzato, non c'era un campanello che suonasse indicando l'inizio di un anno scolastico e, dopo il primo, il secondo.... e cosi via...nè di diplomi alla fine.

E' stato qualcosa di molto personale, interno, collegato più con le nostre scelte personali , che non ad un programma prestabilito. Meltzer stesso lavorava e si entusiasmava sul materiale clinico che li, all'ultimo momento gli veniva presentato... e da questo poi emergeva la teoria.

Meltzer era un battitore libero. Stavamo in rapporto con lui come in rapporto ad una funzione: la funzione pensante, libera dallo stereotipo e dal pregiudizio. Una funzione" dimostrativa" non solo esplicativa, non solo ti spiego come si fa ,ma anche e soprattutto "mi mostro come sono".

Per finire tornando agli autori di questo libro l'averli considerati facenti parte del gruppo, naturalmente, nulla toglie alla loro bravura personale e capacità di rendere per scritto più chiari ,a noi che leggiamo, i numerosi concetti psicoanalitici cosi intensi. Non è per alcuni di loro assolutamente il primo libro altri ne sono stati editi, sempre in questa collana...ma, quest'ultimo libro vede l'arrivo di una ormai consolidata capacità di operare di molti altri autori, un buon modo di capirci potrebbe essere quello usato dalla dott. Petrilli, che li ha indicati come "capitani".

Capitani di mari tempestosi ed infidi come la tossicodipendenza, la problematica dell'affido e dell'adozione, il risvolto del disagio adolescenziale della nostra opulenta società, capitani del mare nascosto e apparentemente calmo, ma che tiene in scacco, però la relazione personale, come il narcisismo; fino ad arrivare a navigare nel mare senza rotta , nè carta geografica dell'autismo.